Figli dell’Inferno

Hanno dato loro molti nomi nel corso dei secoli. Innumerevoli leggende sono sorte intorno a loro; alcune li dipingono come nobili cavalieri e salvatori delle genti, altre come mostri più crudeli delle creature che hanno giurato di combattere. Pochi sanno con certezza quanto dei fiumi di parole, delle ballate, delle storie sia davvero accaduto, e tutti sono consapevoli che in ogni leggenda c’è della verità.

Esistono da tempi immemori, sono passati attraverso le guerre e le civiltà, le cadute e le insurrezioni, sempre nell’ombra. Esseri mitologici agli occhi dei più, guerrieri invincibili dagli oscuri poteri, protettori nascosti. Calcano le terre raminghi, le armi sempre impregnate del nero sangue degli Abomini, destinati a una vita da rinnegati che loro stessi hanno scelto. Non v’è possibilità di ritorno: una volta compiuto il Marchio, apparterrai a loro per sempre.

Sono gli Araldi, i Portatori di Morte, i Designati.

Condannati al tormento eterno in cambio del potere di distruggere i loro nemici.”

~

cover sensataTitolo: Fimbulvetr (Figli dell’Inferno #1)

Genere: Dark Fantasy

Trama: “Dopo tanto dolore, ogni cosa per Ythil finalmente volge nella giusta direzione. Sta per sposarsi con il ragazzo che ama e quella strana oscurità che la tormenta da sempre, nascosta nel profondo della sua anima, finalmente se n’è andata. Tutto cambia quando, una sera d’estate, bussa alla sua porta un vecchio amico di suo padre, ricoperto di sangue, che sembra riportare alla luce segreti dimenticati.

Quando il padre adottivo e mentore gli assegna il comando dell’Ordine degli Araldi all’improvviso, svegliandolo nel cuore della notte, per poi sparire nel nulla, Eoghan sa che qualcosa di oscuro sta per abbattersi sul regno di Aberlynn. L’ombra di una tempesta sembra incombere su ogni cosa ed Eoghan non è sicuro di sapere come fronteggiarla, solo e senza risposte.

Più passa il tempo, più Aldwin si pente di aver accettato quel lavoro. Le istruzioni erano semplici: eliminare un potente lord del regno e il suo primogenito, ma pare esserci molto di più, in gioco, del solito intrigo tra nobili. Minacce sconosciute si agitano ai confini di Aberlynn e il giovane mercenario si troverà ad affrontare faccia a faccia forze che per secoli erano esistite solo nelle leggende.

Rovaine ha sempre creduto di poter decidere del proprio destino, malgrado sulle sue spalle pesi il ruolo di figlia cadetta del Marchese del Nord. Ma da quando suo padre l’ha promessa in sposa al re, la giovane si è vista costretta ad abbandonare per sempre il suo sogno, le armi. E non appena si rassegna a una vita che non le appartiene, la guerra torna a chiamarla; ma questa volta Rovaine dovrà combattere con ogni mezzo, per la sua vita e per la sua terra.

Tra insidie e giochi di potere i quattro ragazzi saranno costretti a collaborare per salvare Aberlynn, mentre i loro nemici sembrano farsi ogni giorno più pericolosi.”

Estratto: Un cavallo nitrì in lontananza.

Garrett, suo malgrado, sussultò. Strinse i denti, smozzicando l’imprecazione che era sorta spontanea alle sue labbra. Si stava facendo suggestionare come un novellino.

Tra un fruscio di abiti e qualche tintinnio della cotta di maglia spuntò, da dietro la siepe di ginepro ormai inselvatichita, Kendal, il cappuccio ben calcato sul volto, gli anonimi abiti neri per celarsi tra le ombre. Il giovane gli si accostò.

«Sono tutti in posizione» disse in un soffio. Garrett poté percepire il suo fiato sulla guancia, tiepido in quell’infame notte di fine inverno. La primavera, lassù al Nord, sembrava non volersi destare e l’aria odorava di ghiaccio.

«Perfetto. Vai al comando dei tuoi, io entro. E ricorda: vivi, il più possibile.»

O chi la sente, poi, Breena, completò l’uomo nella sua mente.

Kendal annuì e scomparve oltre la siepe. Garrett si sporse, sollevandosi di appena un paio di dita sopra gli arbusti incolti.

Davanti a lui, nel silenzio della notte, si ergeva la facciata bianca, percorsa da fregi a spirale, di una delle più belle ville di Riverdale Luce-del-Nord, attorniata da un ampio giardino, coperto dalla neve residua dell’inverno – e ora invaso da ben sessanta Armati, divisi in quattro squadre e appostati ai due ingressi laterali e di fronte al portone principale. Nulla si muoveva ma la quiete, contrariamente a ciò che sarebbe stato logico, non faceva che procurargli brividi lungo la spina dorsale.

– Leggila su Wattpad o EFP

Annunci