Leggende di Graelun

Si narra che, millenni or sono, il Mondo Tutto fosse calcato dalle quattro stirpi degli Eterni.

Vi erano i Draghi, che scuotevano i Dodici Cieli con il loro tuono di fuoco.

Vi erano gli Elfi, i figli della terra, nel cui sangue scorreva la magia.

Vi erano le Fate, le eteree figlie della Luce; vi erano i Demoni, sovrani di tutto ciò che è Tenebra.

E vi era una Guerra, combattuta tra essi; una Guerra che in seguito fu chiamata Guerra dell’Era, ed era così terribile poiché enormi erano le forze degli Eterni; e sotto quelle forze il mondo si piegava e si sconvolgeva di continuo: monti, tanto alti da bucare i Cieli, sorgevano all’aurora dove al tramonto vi erano gli oceani più profondi; di foreste sterminate, così vaste che una vita di cammino non era sufficiente per attraversarle, non restavano che distese di morte, mentre altre ne sorgevano dai ghiacci e dalla roccia più impervia.

Ma un’alba sorse in cui i Demoni e i Draghi furono rinchiusi nel cuore di fuoco e tenebra del Mondo e sigillati in profondità dentro di esso; le Fate allora lasciarono queste terre, e gli Elfi si chiusero nei loro santuari, troppo occupati a cercare i segreti della magia e le regole del mondo per curarsi ancora del suo stesso destino.

Quella fu l’alba in cui ebbe inizio l’Era degli Eroi, mentre gli Dei – questo fu il nome che le nuove stirpi diedero agli Eterni – decretarono la fine della loro Era.

Così Uomini, Selvaggi, Nani e tutte le Mille e Una Stirpi sorte dopo la Guerra scelsero il proprio luogo nel Mondo Tutto e lo elessero a propria patria. E il sangue bagnava la terra, e la magia degli Eterni permeava l’aria, ma una scintilla alla volta scivolava nell’oblio.

Dal cuore del Mondo, Demoni e Draghi aspettavano nel fuoco e nella tenebra. Un giorno sarebbero sorti dalle loro ceneri come protagonisti, di nuovo, della Storia; ma quel giorno non era ancora giunto, e sul Mondo camminavano le Mille e Una Stirpi: e i Demoni e i Draghi scelsero i loro Simulacri e li mandarono ad agire per loro.

Ma l’Equilibrio che governa questo mondo a sua volta eleggeva i suoi Eroi, ed essi e i Simulacri si scontravano lungo gli anni, i decenni, i secoli, in una guerra che i combattenti non comprendevano del tutto ma altro non era che l’eredità della Guerra.

Questa fu l’Era degli Eroi, e di queste Mille e Una Storie voi state per leggerne una.

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una cover decente

Titolo: Aleestrya (Leggende di Graelun #1)

Genere: High Fantasy

Trama: “Da che si ricorda, Myrindar l’ha sempre avuto.

Quel marchio al centro del petto, come un tatuaggio nero sulla sua pelle pallida. La maledizione è sempre stata lì, compagna e nemica.

È la causa per cui la famiglia l’ha abbandonata tra i vicoli di una città di confine. È il motivo per cui, dopo essere stata salvata e aver trascorso cinque anni con una nuova famiglia che le voleva bene nonostante tutto, Myrindar deve scappare. L’Usurpatore la cerca, e lei sa che quella maledizione può cambiare le sorti della guerra: perché Myrindar uccide chiunque tocchi.

La ragazza dovrà imparare a convivere con il suo terribile potere, e il suo destino si legherà sempre di più a quello dei reami liberi che combattono contro l’Usurpatore, perché ci sono segreti, custoditi nel suo passato, segreti pericolosi che lei mai avrebbe sospettato…

Estratto: “«Chi… chi diamine sei, tu?» disse lei, turbata.

Lui si bloccò. Portò le mani alla testa e cominciò a togliere l’elmo.

La ragazza non era più sicura di volerlo sapere.

Il ragazzo scoprì il suo viso.

Myrindar spalancò gli occhi.

Layrath era giovane, pallido alla debole luce della luna e della battaglia ormai finita. La fissava sogghignando, in un sorrisetto cattivo che alterava i suoi lineamenti sottili e delicati, quasi femminili. I suoi occhi erano pieni di scherno, e i suoi capelli scompigliati erano corti, ma se non fosse stato per quei dettagli, e per il fatto che lui era un ragazzo, avrebbero potuto essere scambiati per la stessa persona.

La ragazza lo fissò inorridita, terrorizzata e sconvolta.

I suoi occhi colsero un dettaglio mentre scorrevano su quel viso che assomigliava terribilmente al proprio.

Al centro della fronte, seminascosto dai capelli.

Nero più della notte.

Un marchio.

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Jynteria (Leggende di Graelun #2)

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